Formazione animalista, pacifista, vegetarianista

baby and black

Scrive a sette anni vari pezzi per il corriere dei piccoli sui disagi dei bambini nei confronti dello strapotere degli adulti, butta giù articoli contro il capitalismo e la proprietà privata è a favore del disarmo nucleare, si chiede come sia possibile concepire roba del genere, (la visione del film “Il dottor Stranamore” le sarà d’aiuto: gli adulti sono pazzi), per questo una parte di lei si rifiuterà di crescere e di entrare in una vita preconfezionata. A nove anni è ribelle, atea, ballerina e poeta, fa giochi di prestigio con le carte e adora gli animali, tutti. Salva lucertole e formiche da maremoti di pozzanghere, porta da mangiare ai cani randagi del quartiere, diventando amica di uno in particolare, un tipo dal pelo fulvo, allegro e coraggioso. Il vegetarianismo è un approdo giusto e dovuto, dalla preistoria si ritrova catapultata in un futuro di affabulazione sul come non sia giusto nutrirsi di crudeltà.

Estratto da una storia animalista:

… ti racconterò quella storia, quella sul paradiso e l’inferno. (Si siede comodo su una sedia) Allora… (contento) mi piace quando drizzi le orecchie e fai quello sguardo interessato. Dunque… un giorno, mentre un uomo, il suo cavallo e il suo cane… vedi amico mio come ti riguarda questa storia?… D’accordo, vado avanti, ma non essere impaziente. Allora, l’uomo e i suoi amici animali stavano camminando lungo una strada, quando improvvisamente un fulmine li colpì in pieno… sì tutti e tre, pure il cane… dai non fare così, non guaire in quel modo così straziante, aspetta il seguito… dunque, dicevo, il fulmine li uccise tutti e tre. L’uomo però non si accorse di essere morto, certe volte i morti sono un po’ duri, ci mettono un po’ a rendersi conto della loro nuova condizione, il brutto è quando sono i vivi a non rendersi conto di essere vivi. Ok hai ragione, smetto di divagare…  l’uomo come se niente fosse continuò il suo viaggio sempre accompagnato dagli animali. Ma cammina cammina, con il sole che batteva a picco, la strada che era tutta in salita, e i tre che erano stanchi morti… non ti ha fatto ridere? Ti faccio notare che non hai senso dell’umorismo. Continuo. Ai tre venne una sete tremenda. Per fortuna dopo un po’, come per incanto, arrivarono davanti ad un portone magnifico, lastricato in marmo coralli e lapislazzuli. Dentro c’era una piazza tutta d’oro con al centro una fontana d’acqua fresca e cristallina, assolutamente potabile. Il viandante si rivolse all’uomo che seduto davanti all’entrata sorvegliava la porta.

-Salve!-

-Salve- rispose il guardiano.

-come si chiama questo luogo così bello?- disse il viandante

-Paradiso-

-Uhao, il paradiso! E… potremmo per caso abbeverarci  a  quella

bellissima  fontana?  Siamo  assetati  morti- e  in  effetti   erano

proprio morti.

-Puoi entrare e bere quanto vuoi.- il guardiano indicò la fontana.

-Anche il mio cavallo e il mio cane hanno sete.-

-Mi dispiace assai,- disse il guardiano –ma qui gli animali non

sono ammessi.-

-E te pareva!- Pensarono il cavallo e il cane che già da vivi erano    abituati a trovare cartelli di divieto dappertutto.

Il viandante rimase deluso, aveva una sete atroce ma non avrebbe mai bevuto da solo, ringraziò il guardiano e proseguì.

Dopo circa un’ora arrivarono di fronte ad una vecchia porta che dava su un sentiero contornato da alberi.

-Salve!- disse il viandante rivolgendosi all’uomo che sorvegliava l’entrata.

-Salve.- rispose l’uomo.

-Io, il mio cavallo e il mio cane abbiamo molta sete…

-C’è una fonte dietro quegli alberi, potete bere a volontà. – I tre finalmente si dissetarono.

Il viandate ringraziò e l’uomo gli disse che potevano tornare quando volevano.

-Scusi, mi consenta… una domanda, come si chiama questo posto?

-Paradiso.

-Paradiso?! Come quello con la piazzetta d’oro?

-Quello non è il paradiso, è l’inferno.

-L’inferno!? E come mai gli permettete di utilizzare il vostro logo? Questo genera confusione.

-Al contrario. Ci fanno un grande favore.- Disse il custode -Perché là si fermano tutti quelli che non esitano ad abbandonare i loro migliori amici.