Formazione autrice

rossella monaco

…Già nei primissimi anni di vita si rende conto di due cose fondamentali per la sua formazione di donna e d’artista: la prima, di aver scelto la madre giusta, una pittrice maga anticonformista ottimista con un cocktail di sangue romano-gitano (olé!), la seconda di sguazzare in regime matriarcale. Tutto ciò si rivelerà un ottimo viatico per la conoscenza della Grande Dea, personaggio ispiratore e per chi non la conoscesse divinità assai ironica e dedita ai piaceri. L’imprinting da scrittrice arriva nell’infanzia: a dieci anni, essendo figlia unica, la ‘nostra’ vanta già, grazie alla biblioteca di famiglia, una carriera di lettrice accanita: Freud e Jung per correggere se stessa; Poe, Stendhal, Dostoevskij, per lo svago; Mérimée, per trattare con gli uomini quando sarà adulta e Carmencita, Rodari per la gioia di essere bambina; i fumetti, soprattutto vignette di Reiser, Wolinski, Tignous, per il gusto della risata dissacrante, ma anche Zora e Iacula (ragazzacce!), per il ludico e sconcio erotismo; le fiabe dei fratelli Grimm (non ancora edulcorate) per conoscere il mondo.
Verso la pubertà inizia a danzare in due vite parallele, quella onirica, che dopo averla incantata la condurrà nel mondo dei racconti; quella reale, che dopo averle fatto vivere in strada picaresche e rischiose avventure tra balli, giostre, messe rock, grinfie di preti pedofili, strani e pericolosi ibridi ciarlatani di ogni tipo, la fa approdare al teatro e alla scrittura di commedie. Più avanti si dedicherà anche ai romanzi, genere: distopi-comico. Complici: i libri di Luis Borges, Raymond Chandler, Daniel Pennac, Angela Carter, Dario Fo, Ovidio Nasone, Chuck Palahniuk…