Gassman

Vittorio Gassman -  Rossella Monaco

Di tanti ricordi, ce n’è uno su tutti a cui sono molto affezionata.  Si tratta per  me di una giornata particolare, iniziata bene e finita meglio. Dopo qualche prova in bottega, quella sera recitavo nel Kean con Vittorio Gassman, interpretavo Anna Damby. La scena: una giovane donna si presenta all’istrionico e geniale attore, al grande mattatore del teatro britannico Edmund Kean per avere un aiuto. Siamo agli inizi dell’ottocento. Bene, stiamo recitando davanti alla sala piena  quando Gassman comincia a improvvisare,… mi aspettavo una battuta e me porge un’altra. Un brivido per la schiena, adrenalina pura, un koan zen. Mi spiego per chi non sapesse cosa sia un koan. Nel buddismo zen un koan è un racconto o un’affermazione paradossale che risveglia la profonda ‘consapevolezza’ e avviene tra maestro e discepolo, ecco, il mio maestro andando fuori dallo schema del copione senza avermelo fatto minimamente sospettare prima, mi aveva creato uno stato mentale incredibile, mi aveva aperto una porta, anzi un portone. Che fare? Dovevo rimanere nel testo o dovevo seguirlo? La sua energia scelse per me e iniziai a improvvisare anch’io, è stato fantastico mi sono lasciata trascinare dal suo genio, e quando Gassman-Kean chiese a me-Anna Damdy che mestiere faceva mio padre, ero talmente nel gioco che risposi il tassista, ed eravamo in pieno ottocento. Tuttalpiù avrei potuto dire il cocchiere di cavalli. Ci fu una fragorosa risata del pubblico. Abbiamo continuato a improvvisare e giocare sulle parole e sui tempi comici. È stata per me una grandissima lezione di teatro. Ma non è finita, quella stessa sera, a cena mi ha insegnato qualcos’altro, sempre rimanendo nel tema del gioco, un tema a lui carissimo. Mi ha mostrato un trucco da fare usando un disegno di una stella e delle monetine, glielo aveva insegnato un marinaio che con quel gioco ci vinceva delle scommesse. Dopo avermi svelato la soluzione mi ha fatto promettere di tenere per me quel piccolo segreto e così è stato. E grazie al maestro fatto un sacco di soldi,… con le scommesse, mica con il teatro.

“l’attore sano di mente” diceva, “mi sembra un paradosso e comunque non è il tipo di attore che io ho mai prediletto nella mia vita.”