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OGM

Un testo comico e fantasioso che vuol essere attraverso le mirabolanti avventure di un gruppo di cloni freak, una critica in chiave umoristica alla società umana e alle sue nevrosi.
La storia, l’impronta sarcastica, il linguaggio sperimentale, catapultano il lettore in una dimensione ‘distopicomica’. Dove il delirio, il consumismo, la religione, e la mancanza di una sessualità felice e non condizionata dalla compravendita, sono alimentate da telecoercitive e ologrammi pubblicitari dopanti. Nean, marlowiano uomo scimmia, Jesux, giovane mistico ossessionato dai miracoli, Input, computer umano fabbricatore di sogni su misura, Fluoro cane fosforescente e musicista, Pénis Priapò, prete gay punitore di pedofili, insieme a centinaia di mitiche chimere e soprattutto a Mixia, donna patchwork, nonché bomba sexy, femminista e ninfomane e al suo amico toro parlante, fuggiti da vari centri di clonazione sparsi sulla terra, si trovano a dover fronteggiare le stranezze degli individui più strampalati e autodistruttivi dell’universo: gli esseri umani.

 

“Un’irresistibile epopea ottimistica dove i disvalori capitalistici della società vengono messi in evidenza, tra un colpo di scena e l’altro, da una tribù di straordinari ibridi”.

“Bisogno di libertà, autenticità e voglia di vivere fuori da ogni logica repressiva: la bellezza e l’eros come liberazione totale del mondo!”

 

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L’autrice ha pubblicato nella collana “Donne e Teatro” la commedia “Esercizi di Sesso”
Prendi una grande città, stringi l’obiettivo con veloce zumata su una delle sue tante nicchie: una stanza d’albergo. Evidenzia un letto e aspetta… la porta si apre e… un “Lui” e una “Lei” entrano. Veloci preliminari e zac! Risucchiati dal letto. Amplesso, sigaretta e cioccolatino, poi lei torna dal marito.Un episodio, un incontro sessuale, ripetuto in un virtuosismo di possibili e comiche variazioni sul tema. Come Raymond Queneau con il suo Esercizi di stile ha messo alla prova tutte le figure retoriche, così l’autrice sperimenta, non tutte perché all’erotismo non c’è mai limite, tante possibili “figure sessuali”. Dunque non metaplasmi, metatesi e lipogrammi, ma dialettiche corporee costruite su amplessi timidi, smemorati, ninfomani,“alleniani”, cronometrici, vulgaris e altri.”Un testo che riesce a parlare di sessualità in modo ironico e a volte caustico senza scadere nella volgarità o sconfinare nell’irrealtà. Una rara capacità di giocare con i ritmi e le strutture del comico”
(Giuria del Premio Inner Wheel)