Pietre miliari

Antony Quinn la sconvolge con un metodo di recitazione incredibile, un’ispirazione profonda, che le tira fuori la sua zona duendica; lui filosofeggia, ama gli scacchi e parla della grande Anna Magnani. Lavorare con lui apre portoni su dimensioni attoriali illuminate e illuminanti. Francesco Rosi è il maestro di cinema, lui insegna la grazia nel muoversi davanti alla macchina da presa; quando parla dei suoi capolavori “Le mani sulla città” “Salvatore Giuliano” il genio si fa sole e scalda la voglia di creare. Il grande Orazio Costa la fa trasformare in un’onda che si infrange sugli scogli, non solo, la ‘nostra’ diventa albero, leoparda, aquila e la sua migliore amica, metodo unico! Neanche Castaneda a scuola dallo stregone. Giorgio Albertazzi invece insegna giochi psicologici e dirige gli allievi della bottega nell’Amleto di Shakespeare. Luciano Salce, dopo averle spiegato come Fantozzi fosse in realtà una belva depressa, da buon e divertente viveur balla un flamenco con tanto di rosa in bocca…