Tutto quello che le donne non dicono di Francesca Reggiani


 

Redattore: Rossella Monaco

Titolo: Tutto quello che le donne (non) dicono
Pubblicata online su Il settimo senso

Francesca Reggiani a cura di Rossella Monaco


Le donne sono ancora dipendenti dagli uomini?
La Reggiani ci dice di sì. E usando al massimo la sua espressività ci mostra una carrellata di signore sole, anche se “infelicemente” accoppiate, pronte a tutto (noia inclusa) per una parvenza d’amore. “Se hai paura della solitudine non sposarti” ammoniva Cechov.
Sono donne devastate (in tutti i sensi) dal terrore d’invecchiare, di non apparire e dunque di non esistere. Il messaggio è quello di un mondo svuotante, dove le parole usate senza senso sottraggono i contenuti e togliendo valore a se stesse, creano un linguaggio povero, fatto di jingle plavoviani e di schiamazzi primordiali. Si sbava di fronte a oggetti totalmente inutili e si urla per coprire il silenzio del “nulla”. Per lavorare in televisione è necessario non saper fare “niente”, ci spiega la Reggiani, ma non basta, lo si deve anche dimostrare. Solo così, “specchiandoci” nel totale disimpegno saremo “educati” a dovere. La televisione come condizione condizionante della società è utilizzata dal potere, per programmare una collettività di futuri “vuoti a perdere”. “Noi dobbiamo essere tutti uguali. L’unico modo per essere felici è di sentirci tutti uguali, quindi noi dobbiamo bruciarli Montag, (i libri ndr) fino all’ultimo”.

Francesca Reggiani a cura di Rossella Monaco


Sostituendo i cervelli ai libri, i pixel al fuoco il gioco è fatto. Bradbury con la sua opera vaticinizzante aveva colto nel segno.
Gli occhi dell’attrice urlano, ridono, chiedono aiuto. Sono intensissimi, due maree energiche. Quando li spalanca diventano grandi quasi come tutta la scena. Fanno parte del repertorio, a volte sono persino fumettistici, sembrano disegnati per una comic strip. Poi le gambe, l’artista le usa con maestria in un cameo, tanto per ricordarci come una comica, se vuole, si può trasformare in una femme fatale.
Nello spettacolo la Reggiani colpisce gli uomini, ma soprattutto le donne. Donne al potere: televisivo, politico, casalingo. Pronte a immolarsi al miglior offerente, anche se vecchio, o quasi morente. Donne che si “truccano”, si tirano, s’imbottiscono. Donne becere, chiassose, competitive. Donne italiane, donne straniere. Forestiere con le cosce a molla, un Tac e aprono al marito frustrato (un quarto d’ora?) di felicità. Le Lettoni sono le migliori (nomen mulieris?), sanno come trattare gli uomini, basta poco, un biscottino, una coccola, un ossetto, ma soprattutto un Tac.


Francesca Reggiani a cura di Rossella Monaco

 

“La televisione non ha niente da dire, parla a gente che smette di esistere.”

Al Teatro Sala UMBERTO

*da Fahrenheit 451 di Truffaut tratto dall’omonimo romanzo di Ray Bradbury.

Con Francesca Reggiani
Scritto da Valter Lupo, Francesca Reggiani, Gianluca Giugliarelli.
Regia di Valter Lupo.

di Rossella Monaco