Fine pena mai

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Fine pena mai

“La libertà è come l’aria, ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare” dice Calamandrei uno dei padri costituenti, non poteva certo immaginare come una risma di Dpcm (manca poco ai 500 fogli) potesse seppellire la Carta. Derogati: i principi fondamentali, sul diritto al lavoro e alla cultura, art. 1, art. 3, art. 4, art. 9. I rapporti civili, sull’inviolabilità della libertà personale, art. 13, art. 16, art. 17, art. 18. I rapporti etico-sociali, sulla salute e di nuovo sulla cultura, art. 32, art. 34, e altri ancora.

Ecco che la Carta da Pertini, De Gasperi, Amendola, Iotti, Togliatti, Einaudi, Calamandrei, e altri personaggi di valore inimmaginabile ai nostri tempi, passa a Conte, a Franceschini, e compagnia “mica tanto bella”. Sono politici? Naa sono affaristi. Collusi con holding e banche talmente in crisi da rischiare il fallimento, con le stesse società che finanziano l’OMS insieme a Bill Gates. Ma l’Organizzazione mondiale della sanità non dovrebbe essere un organismo indipendente? Naa.

Al lavoro allora, salviamo i mercati.

Emergenza sanitaria.

È scritto sulla Costituzione, in caso di emergenza sanitaria si possono revocare (per un tempo limitato) alcuni articoli. Si può ordinare un “lockdown” e l’uso di mascherine al gusto di anidrite carbonica. Perfetto, la crisi è cristallizzata, intanto si stampa denaro. L’inflazione aumenterà. Noi italiani saremo costretti a svendere la nostra amata nazione.

Adesso la domandona.

Il covid esiste? Certo, nego di essere negazionista[1]. Il virus c’è, e come altri suoi familiari proviene dagli allevamenti intensivi e dunque attacca l’essere umano che si nutre di animali. Allora perché curare gli effetti quando basta rimuovere il problema?

Segui i soldi e troverai le multinazionali.

Torniamo alla Costituzione. Il Covid ha requisiti tali da giustificare un’emergenza sanitaria? Da annientare l’intera economia del paese? Da affamare milioni di persone portandole al suicidio, da massacrare l’arte e la cultura? Da metterci l’uno contro l’altro (una sorta di derby, dove le due squadre tifano per il bene comune, ma avendo opinioni diverse si odiano), da rovinare rapporti sociali e allontanarci da parenti e amici, da far morire in solitudine i propri cari, da trasformarci in infami untori manzoniani? La risposta è nelle cifre. L’agenzia EuroMOMO che si occupa della mortalità europea ha pubblicato lo scorso 31 luglio una mappa dell’Europa mostrando che nei primi sei mesi dell’anno non c’è stato nessun aumento della mortalità. Una crescita temporanea c’è stata in Italia, in alcune città, quali Bergamo e Brescia dove da febbraio a marzo, dai 2000 morti dell’anno prima si è passati ai 9000 di quest’anno. Di queste morti però solo 1500 sono sicuramente attribuite al covid, il resto non si sa. Mettiamoci le cure sbagliate dettate dai primi protocolli, le intubazioni che hanno bruciato polmoni e provocato gravi danni alle vittime, l’inquinamento determinato dalla gran quantità di allevamenti intensivi in Pianura Padana, le vaccinazioni a tappeto in Lombardia, aggiungiamo il dichiarare nella lista covid, cadaveri innocentemente periti di altre patologie, e i conti tornano.

Non esiste emergenza sanitaria.

Di conseguenza derogare gli articoli è incostituzionale.

Allora perché molta gente reclama misure restrittive e chiusura? Lo fa perché impaurita dagli sproloqui dei media? Certo, ma non solo.

La risposta è metamorfosi. Trasformazione causata dall’assimilazione. Sei quello che mangi. Ingoiare creature sofferenti, torturate, chiuse in allevamenti intensivi, ti pone allo stesso livello del carnefice, ma anche della vittima. Lo spiega bene la teoria della trasmissibilità della memoria delle cellule.

Stiamo diventando umani d’allevamento.

Eros fugge via, Thanatos regna incontrastato.

A proposito.

Continuando a mangiare cibo animale, purulento, gonfio di medicine, di ormoni, di cadaverina, di putrescina, eccetera, i prossimi virus saranno infuriatissimi.

Prepariamoci allo stato di EMERGENZA SANITARIA.

[1] (Parola abusata e destrutturata del suo significato nobile)

Steve Cutts - Rossella Monaco

Steve Cutts - Rossella Monaco

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